Dalla ciotola al benessere: la nutrizione di cani e gatti richiede scelte consapevoli
Ciò che finisce ogni giorno nella ciotola degli animali domestici può incidere su aspetti molto concreti del loro benessere, dal mantenimento del peso alla digestione, dalla vitalità alla qualità di cute e mantello.
La scelta dell’alimento viene ancora spesso ricondotta al confronto tra marche, prezzi, ingredienti in evidenza sulla confezione o indicazioni raccolte online. La nutrizione di cani e gatti richiede invece una valutazione più ampia, perché la qualità di una ricetta acquista significato soprattutto quando viene messa in relazione con l’animale. Età, peso, taglia, livello di attività, sterilizzazione, eventuali sensibilità e condizioni di salute possono modificare le esigenze nutrizionali.
Abbiamo parlato di nutrizione dei nostri amici animali e della relazione con il loro benessere con il consulente nutrizionista Daniel Dall’Aglio di The Pet Club – punto di riferimento in Italia per l’alimentazione su misura di cane e gatto – di seguito un riassunto di quanto è emerso dal nostro confronto.
Prima di scegliere l’alimento bisogna conoscere l’animale
Daniel Dall’Aglio ha spiegato: «Prima di somministrare una dieta bisogna capire chi abbiamo davanti: età, peso, stile di vita, abitudini ed eventuali problematiche cambiano completamente il quadro dell’alimentazione.»
Un cucciolo in crescita non presenta le stesse necessità di un cane adulto sedentario; un gatto sterilizzato può richiedere attenzioni diverse rispetto a un animale attivo. Lo stesso ragionamento riguarda i soggetti anziani o quelli che manifestano sensibilità digestive, variazioni di peso o difficoltà legate all’appetito.
È su questo principio che The Pet Club costruisce il proprio percorso: la scelta dell’alimento viene preceduta da una consulenza nutrizionale gratuita, durante la quale vengono raccolte informazioni sull’animale e sulle sue abitudini. Il metodo dichiarato dall’attività prevede ascolto e analisi iniziale, selezione delle ricette più coerenti, prova di appetibilità attraverso monoporzioni e successivo monitoraggio.
L’approccio è coerente con quanto indicato dalle linee guida veterinarie internazionali. L’AAHA considera infatti la valutazione nutrizionale un processo da ripetere durante la vita dell’animale e suggerisce di prendere in esame contemporaneamente fattori legati al soggetto, alla dieta e alle modalità con cui viene somministrato il cibo.
Una buona ricetta da sola non basta: contano quantità e continuità
Daniel Dall’Aglio ha sottolineato: «Anche un alimento scelto correttamente deve essere inserito in una gestione coerente: quantità, attività e cambiamenti nel tempo vanno sempre considerati.»
Quando si parla di nutrizione di cani e gatti, l’attenzione tende a concentrarsi sugli ingredienti. È comprensibile, ma rappresentano soltanto una parte del problema. Anche la quantità complessiva di energia introdotta durante la giornata ha un peso determinante. Premi, snack, alimenti offerti dalla tavola e altri extra entrano nel bilancio esattamente come il pasto principale.
Il Merck Veterinary Manual indica l’obesità tra i principali problemi nutrizionali di cani e gatti e ricorda come l’aumento di peso derivi da un apporto energetico superiore al consumo.
Digestione, peso, appetito e mantello: i segnali da non leggere in modo superficiale
Daniel Dall’Aglio consiglia di prestare attenzione: «Quando compaiono problemi digestivi, cambiamenti di peso, scarso appetito o alterazioni di cute e pelo, anche la storia alimentare diventa un’informazione importante da ricostruire.»
Sono segnali quotidiani che devono essere interpretati con prudenza. Un disturbo gastrointestinale o un problema cutaneo non indicano automaticamente che la causa sia l’alimentazione. Attribuire ogni sintomo al cibo può essere fuorviante quanto ignorare completamente ciò che l’animale mangia.
La qualità non si legge soltanto sulla confezione
E’ parere di Daniel Dall’Aglio che: «Gli ingredienti sono fondamentali per la qualità dell’alimentazione, ma per giudicare un prodotto bisogna interessarsi anche della sua provenienza, dei controlli e del processo con cui è stato lavorato.»
L’etichetta permette di ottenere informazioni utili, ma non racconta da sola tutto ciò che avviene prima che l’alimento arrivi nella ciotola. Provenienza delle materie prime, conservazione, controlli sui lotti e modalità produttive sono elementi che concorrono alla sicurezza e alla qualità finale. Nell’Unione europea la produzione di mangimi è soggetta a requisiti specifici di igiene e tracciabilità lungo la filiera.
Il fornitore di The Pet Club, ad esempio, utilizza ricette ottenute da materie prime provenienti da filiere selezionate e descrive un processo che comprende trasporto refrigerato delle carni a 4 °C, controlli all’arrivo e analisi di laboratorio. La lavorazione prevede inoltre una cottura a temperatura controllata di 82 °C.
Al di là della singola tecnologia produttiva, è interessante prendere coscienza del criterio con cui dovrebbe essere valutato un alimento. Termini commerciali e ingredienti particolarmente apprezzati possono attirare l’attenzione, ma un cibo deve prima di tutto fornire nutrienti adeguati alla specie e alla fase della vita cui è destinato.
La scelta consapevole comincia prima dell’acquisto
Daniel Dall’Aglio ha concluso: «L’obiettivo non dovrebbe essere cambiare continuamente alimento alla ricerca di quello perfetto, ma costruire una scelta motivata, verificarla e modificarla quando le esigenze dell’animale cambiano.»
La disponibilità di prodotti è enorme e le informazioni sono altrettanto abbondanti, ma quantità di scelta e qualità della decisione spesso non coincidono.
Nel modello adottato da The Pet Club, il cibo resta naturalmente centrale, ma viene inserito all’interno di una relazione nella quale consulenza e continuità diventano parte del servizio. Scegliere consapevolmente significa smettere di considerare la ciotola come un elemento isolato e inserirla nella storia dell’animale.