Enoturismo urbano: il vino incontra la città tra innovazione, cultura ed esperienze interattive

Enoturismo urbano

Il turismo del vino è tradizionalmente associato alle visite in cantina, ai percorsi tra i vigneti e alla scoperta dei territori di produzione. Negli ultimi anni si sta facendo strada un approccio complementare, che punta a rendere la cultura enologica accessibile anche nei contesti urbani, attraverso degustazioni, esperienze coinvolgenti, strumenti interattivi e nuove forme di partecipazione del pubblico.

È il principio dell’Enoturismo Urbano, un modello che avvicina le cantine alle persone senza richiedere necessariamente uno spostamento verso i luoghi di produzione. Le città diventano così spazi nei quali conoscere vini, produttori e territori, con esperienze che affiancano alla degustazione momenti di scoperta, approfondimento e coinvolgimento.

È il principio dell’Enoturismo Urbano, un modello che avvicina le cantine alle persone senza richiedere necessariamente uno spostamento verso i luoghi di produzione. Le città diventano cosìprotagoniste di un nuovo modo di vivere il vino. Ma portare l’esperienza enoturistica in città richiedeva anche di immaginare un nuovo tipo di spazio, costruito su logiche di partecipazione, scoperta e relazione, e non di semplice consumo: un luogo nel quale creare esperienze di degustazione e generare momenti di scoperta, approfondimento e coinvolgimento.

A sviluppare concretamente questa visione è Botlé®, progetto imprenditoriale nato a Bologna dall’iniziativa di Gaetano Lanza, che ha ideato un format di Urban Wine Experience nel quale persone, relazione ed esperienza sono al centro, mentre la tecnologia diventa uno strumento per rendere il coinvolgimento più interattivo, immersivo e memorabile.

Abbiamo parlato di enoturismo urbano con Cecilia Pedroni, socia e Direttrice Marketing di Botlé Franchising, per approfondire le potenzialità di questo modello, il ruolo delle nuove tecnologie e le prospettive di sviluppo di un progetto che punta a creare un collegamento sempre più stretto tra città e territori del vino.

L’enoturismo urbano come collegamento tra produttori e consumatori

L’Italia possiede un patrimonio vitivinicolo estremamente diversificato, ma la conoscenza delle produzioni locali rimane spesso legata alla possibilità di visitare direttamente i territori. Per molte aziende, soprattutto quelle di dimensioni medio-piccole, raggiungere nuovi consumatori al di fuori dei canali commerciali tradizionali rappresenta una sfida importante.

L’enoturismo urbano interviene proprio su questo aspetto, creando occasioni di incontro tra il pubblico e le realtà vitivinicole all’interno delle città. Le persone possono conoscere un’etichetta, approfondirne le caratteristiche e scoprire chi la produce e il territorio da cui proviene, attraverso un’esperienza che non si esaurisce nel semplice assaggio.

«L’enoturismo urbano nasce dall’idea di avvicinare il mondo delle cantine a un pubblico più ampio. Non tutti hanno la possibilità di visitare i territori di produzione, ma questo non significa che manchino l’interesse o la curiosità verso il vino. Portare queste esperienze nelle città significa creare nuove occasioni di conoscenza, che possono anche diventare uno stimolo a visitare direttamente le aziende», spiega Cecilia Pedroni.

Il modello non si propone come alternativa al turismo enologico tradizionale, ma come uno strumento complementare, capace di ampliare la visibilità dei produttori e favorire una relazione più consapevole tra persone, vino e territori.

Il libro di Gaetano Lanza e una nuova visione dell’enoturismo

Il tema è approfondito nel libro “Enoturismo Urbano – Il ponte tra cantine e città“, scritto da Gaetano Lanza, fondatore e CEO di Rewine® e Botlé® Franchising, e pubblicato da Bruno Editore nel 2026.

L’autore affronta l’evoluzione del turismo enologico partendo da una considerazione: il patrimonio vitivinicolo italiano offre enormi possibilità di valorizzazione, ma le modalità con cui viene raccontato e proposto ai consumatori non sempre riescono a intercettare un pubblico sufficientemente ampio.

Nel volume, Lanza analizza il rapporto tra cultura del vino, comportamenti di consumo e nuovi modi di vivere l’esperienza, proponendo un modello nel quale le esperienze urbane possono contribuire alla promozione delle cantine e dei territori. Il libro approfondisce anche, attraverso la neuroscienza, il significato stesso della parola “esperienza” e i meccanismi che possono renderla memorabile. Da questa riflessione nasce l’idea delle Botteghe Esperienziali: nuovi spazi pensati per la scoperta, non soltanto per il consumo, nei quali relazione, partecipazione, apprendimento ed emozione diventano parte dell’esperienza.

Anche la tecnologia trova spazio in questo modello, non per sostituire la relazione tra le persone, ma per amplificarla, aumentare il coinvolgimento e creare nuove connessioni con il vino, i produttori e i territori.

La riflessione si sviluppa anche attraverso l’esperienza imprenditoriale maturata con Rewine® e Botlé®, progetti che hanno permesso di sperimentare sul campo alcune delle soluzioni descritte nel libro, con la Bottega di Bologna come prima applicazione concreta del modello delle Botteghe Esperienziali.

«Gaetano ha voluto raccogliere in questo volume un percorso di ricerca e sperimentazione che portiamo avanti da diversi anni. Il punto centrale è comprendere come rendere il vino più accessibile, superando alcune barriere che possono scoraggiare chi non è un esperto. La tecnologia e le esperienze interattive offrono possibilità interessanti, soprattutto quando riescono a valorizzare il lavoro dei produttori e la storia dei territori», osserva Cecilia Pedroni.

Il libro offre così una prospettiva che coinvolge non soltanto il settore delle enoteche, ma anche le aziende vitivinicole, gli operatori turistici e le attività interessate a sviluppare nuove forme di promozione enogastronomica.
“Enoturismo Urbano” è diventato Best Seller su Amazon nei primi giorni dalla pubblicazione e ha appena vinto il premio letterario “50 Sfumature di Pinot Noirs”, un duplice riconoscimento che testimonia l’interesse suscitato dal libro e dal tema che affronta.

Bottega Botlé, un nuovo modello di degustazione

La prima applicazione concreta del progetto è Bottega Botlé, inaugurata nel centro storico di Bologna nel 2024 come negozio pilota del format Botlé®. Lo spazio combina la vendita di vini con un’offerta di degustazioni ed esperienze che mettono al centro le persone, la scoperta e il coinvolgimento diretto, permettendo di conoscere prodotti e territori attraverso percorsi personalizzati.
La Bottega di Bologna è oggi il punto di partenza di un format sviluppato in franchising, con un percorso di espansione pensato per portare l’Urban Wine Experience Botlé® in nuove città.

La bottega propone una selezione di oltre 240 etichette, con 28 vini disponibili al calice grazie a un sistema di dispenser automatici. Questa soluzione consente di ampliare le possibilità di scelta e, soprattutto, di mettere a confronto vini differenti senza dover acquistare un’intera bottiglia.

Il visitatore può orientarsi tra vitigni, denominazioni e regioni di provenienza, costruendo un percorso di degustazione in base ai propri interessi. Un’impostazione che favorisce anche la conoscenza di produzioni meno note, valorizzando la varietà del panorama vitivinicolo italiano.

«Uno degli aspetti sui quali abbiamo lavorato maggiormente è la libertà di scelta. Disporre di 28 vini al calice permette di proporre un’esperienza molto più articolata rispetto a una degustazione tradizionale. Il cliente può confrontare etichette diverse, approfondire le caratteristiche di un vitigno e scoprire aziende che probabilmente non avrebbe avuto occasione di conoscere», sottolinea Cecilia Pedroni.

L’obiettivo è trasformare la degustazione in un momento di scoperta, nel quale il consumo del vino si accompagna alla conoscenza delle caratteristiche che distinguono ogni prodotto. Botlé® resta però anche una Bottega: i prodotti enogastronomici proposti in degustazione possono essere acquistati, rendendo la scelta più consapevole e coerente con i gusti appena “scoperti”.
I prodotti possono essere ritirati direttamente in negozio oppure recapitati a casa attraverso un servizio premium di spedizione internazionale.

Tre esperienze interattive tra degustazione, gioco e realtà virtuale

A caratterizzare il modello Botlé®- Urban Wine Experience è soprattutto la presenza di tre esperienze che propongono differenti modalità di avvicinamento al vino, combinando contenuti informativi e partecipazione attiva.

La prima è la Didattica Interattiva, una degustazione guidata attraverso i tablet Rewine®, che accompagna il partecipante nell’analisi visiva, olfattiva e gustativa. Il percorso comprende il Gioco del Sommelier, un’attività ispirata alle dinamiche del gaming che permette di verificare le proprie percezioni e acquisire conoscenze attraverso domande ed esercizi.

La seconda proposta è il Blind Tasting, una degustazione nella quale si può partire dalla bottiglia nascosta fino ad arrivare agli occhi bendati, eliminando progressivamente le informazioni visive che potrebbero influenzare il giudizio. Il partecipante è invitato a concentrarsi sui profumi e sulle sensazioni gustative, mettendo alla prova la propria capacità di riconoscere le caratteristiche del vino.

La terza è la VR Experience, che attraverso visori per la realtà virtuale permette di entrare virtualmente nei vigneti, nelle cantine e negli spazi di produzione, portando dentro la degustazione anche il territorio e i luoghi in cui il vino nasce.

«Abbiamo sviluppato tre esperienze differenti perché non esiste un unico modo di avvicinarsi al vino. Alcune persone sono interessate ad approfondire gli aspetti tecnici, altre preferiscono un approccio più ludico o sensoriale. L’elemento comune è il coinvolgimento diretto del partecipante, che non si limita ad ascoltare una spiegazione, ma diventa parte attiva della degustazione», afferma Cecilia Pedroni.

Queste attività permettono di rivolgersi a un pubblico eterogeneo, dai semplici appassionati a chi desidera approfondire le proprie conoscenze, mantenendo sempre al centro il coinvolgimento diretto della persona, senza rinunciare al rigore delle informazioni enologiche.

Rewine®: innovazione al servizio dell’esperienza

Un ruolo centrale nello sviluppo del progetto è svolto da Rewine®, società nata per portare innovazione nell’hospitality, nei luoghi in cui le persone incontrano, scoprono e vivono il vino: sia in città sia nei territori di produzione.

La finalità è connettere le persone, aumentare il loro coinvolgimento e trasformare la conoscenza in un’esperienza più interattiva, accessibile e memorabile. Il progetto si sviluppa oggi lungo due direttrici.

La prima è l’infotainment enologico interattivo. La piattaforma mette a disposizione contenuti dedicati ai vini, ai vitigni, alle caratteristiche organolettiche, ai produttori e ai territori, consentendo agli utenti di approfondire le informazioni attraverso i tablet Rewine®.

Il sistema integra, inoltre, il Gioco del Sommelier, che accompagna il partecipante durante le diverse fasi dell’assaggio e introduce elementi di gamification nel percorso di apprendimento. La tecnologia diventa così uno strumento per facilitare la comprensione di concetti che, attraverso un approccio esclusivamente teorico, potrebbero risultare meno immediati. Con il consenso dell’ospite, il sistema consente inoltre di raccogliere dati e preferenze emerse durante l’esperienza, permettendo a chi ospita di continuare la relazione anche dopo la visita in modo più strutturato e coerente con i suoi interessi.

La seconda direttrice è la realtà virtuale. Attraverso i visori VR è possibile entrare virtualmente nei vigneti, nelle cantine e negli spazi di produzione, accorciando la distanza tra le persone e i luoghi in cui il vino nasce. Un’esperienza virtuale per costruire un ponte reale tra cantine e città.

Rewine® non è destinato soltanto alle Botteghe Botlé®. Le sue soluzioni possono essere utilizzate da cantine, strutture ricettive e altri luoghi dell’hospitality, con un principio preciso: la tecnologia non sostituisce la relazione tra le persone, ma serve a connetterle, incuriosirle e coinvolgerle, rendendo l’esperienza più ricca, immersiva e memorabile.