{"id":187,"date":"2019-09-18T14:00:42","date_gmt":"2019-09-18T12:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/melina.ukathemes.com\/demo-1\/?p=187"},"modified":"2019-10-02T14:13:57","modified_gmt":"2019-10-02T12:13:57","slug":"bias-cognitivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/bias-cognitivi\/","title":{"rendered":"Bias cognitivi, cosa sono e perch\u00e8 possono essere utilizzati nel marketing"},"content":{"rendered":"\n<p>Le&nbsp;<strong>strategie di web marketing<\/strong>&nbsp;spesso si basano sull&#8217;utilizzo dei bias cognitivi. Di cosa si tratta? Essi potrebbero essere indicati come distorsioni umane in virt\u00f9 delle quali gli individui sono portati a ricreare una visione soggettiva che pu\u00f2 essere diversa dalla realt\u00e0. In termini pi\u00f9 semplici, un&nbsp;<strong>bias cognitivo<\/strong>&nbsp;corrisponde all&#8217;interpretazione che una persona ha del mondo reale, sulla base di segnali specifici che inducono inclinazioni ben riconoscibili. Il web design e il copywriting sono solo due dei tanti ambiti in cui \u00e8 possibile fare leva sui bias cognitivi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Il ruolo della psicologia cognitiva<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<strong>psicologia cognitiva<\/strong>&nbsp;studia tali distorsioni della realt\u00e0, in modo che il marketing riesca a influenzare i consumatori nella fase in cui risultano pi\u00f9 vulnerabili, cio\u00e8 prima di portare a termine un acquisto. Una volta che \u00e8 stato identificato un target di riferimento, si pu\u00f2 iniziare a studiare una strategia di content marketing, cos\u00ec da far atterrare un certo numero di persone sulla&nbsp;<strong>landing page<\/strong>: a quel punto, la call to action trasforma quelle persone in lead. In questo punto il bias cognitivo fa la differenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Il bias dell&#8217;ancoraggio<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Tra le tecniche di marketing, uno dei passaggi pi\u00f9 comuni e di maggiore rilevanza \u00e8 rappresentato dal&nbsp;<strong>bias dell&#8217;ancoraggio<\/strong>. Per comprenderne le dimensioni e lo sviluppo, \u00e8 necessario tener presente che le persone hanno la tendenza a valutare la realt\u00e0 e a prendere le decisioni che ne conseguono tenendo conto delle prime informazioni che hanno a disposizione. In pratica, si entra in contatto con<strong>&nbsp;un punto di riferimento<\/strong>&nbsp;e quello viene utilizzato come ancoraggio. Da un certo punto di vista \u00e8 come se si riprendesse l&#8217;effetto primacy, secondo il quale il primo elemento utile che si individua \u00e8 quello al centro dell&#8217;attenzione.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Il bias dell&#8217;ingroup<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Un altro bias cognitivo che il marketing sfrutta con una certa frequenza \u00e8 quello dell&#8217;ingroup: si tratta della tendenza dei consumatori, e pi\u00f9 in generale delle persone, a prendere come punti di riferimento i dati, le notizie, le informazioni e i pareri che giungono da<strong>&nbsp;un gruppo che si reputa simile<\/strong>&nbsp;a quello di cui si fa parte. Proprio questo \u00e8 il motivo per il quale le testimonianze sono pi\u00f9 utili e redditizie quando provengono da individui considerati vicini al nucleo al quale si appartiene. Non \u00e8 un caso che in passato i like di Facebook permettessero di vedere le foto di soggetti vicini ai propri amici. I suggerimenti e<strong>&nbsp;le esperienze di una persona che si conosce<\/strong>&nbsp;vengono seguiti di pi\u00f9 rispetto alle opinioni e ai consigli di un totale sconosciuto.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>La riprova sociale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Un altro aspetto che \u00e8 opportuno tenere in considerazione ha a che fare con la&nbsp;<strong>riprova sociale<\/strong>, la quale pu\u00f2 essere considerata come il meccanismo tramite cui il pubblico viene condizionato dalle opinioni di altre persone. Il bias cognitivo in questione \u00e8 decisamente potente ed \u00e8 in grado di indurre i consumatori ad assumere decisioni in un senso piuttosto che in un altro. Per sfruttarlo, \u00e8 sufficiente lanciare dei contributi di individui che hanno gi\u00e0 sperimentato il servizio o il prodotto che si intende promuovere: questi contributi sono corredati di&nbsp;<strong>foto e rating<\/strong>&nbsp;che li rendono pi\u00f9 veritieri. Grazie ai testimonial, in sostanza, il pubblico viene rassicurato. La riprova sociale sfrutta proprio la tendenza delle persone a&nbsp;<strong>muoversi in ambiti che gi\u00e0 conoscono<\/strong>, cio\u00e8 ad agire in territori che le rassicurano e le confortano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Il web marketing e i bias cognitivi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Bisogna ricordare che sfruttare i bias cognitivi delle persone non vuol dire in alcun modo tentare di ingannarle o di truffarle. Se \u00e8 vero che quando si parla di marketing e di<strong>&nbsp;web marketing<\/strong>&nbsp;il rischio di oltrepassare il limite \u00e8 sempre presente, \u00e8 altrettanto vero che tutte le attivit\u00e0 persuasive dovrebbero basarsi su promesse che poi saranno mantenute. In caso contrario, non si ha pi\u00f9 a che fare con il marketing ma con attivit\u00e0 di altro tipo, che possono sfiorare la frode.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Come nascono i bias cognitivi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il&nbsp;<strong>comportamento degli esseri umani<\/strong>&nbsp;pu\u00f2 essere influenzato da un gran numero di elementi, e lo stesso vale per i bias cognitivi che ne conseguono. Basti pensare, per esempio, alle influenze culturali o alle credenze ereditate dalla tradizione, ma anche ai tanti schemi mentali che condizionano l&#8217;agire degli individui. E, ancora, un ruolo decisivo \u00e8 quello svolto dai&nbsp;<strong>giudizi degli altri<\/strong>&nbsp;o dal timore di prendere una decisione importante.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le&nbsp;strategie di web marketing&nbsp;spesso si basano sull&#8217;utilizzo dei bias cognitivi. Di cosa si tratta? 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