{"id":199,"date":"2019-10-01T08:11:53","date_gmt":"2019-10-01T06:11:53","guid":{"rendered":"https:\/\/melina.ukathemes.com\/demo-1\/?p=199"},"modified":"2019-10-02T11:28:03","modified_gmt":"2019-10-02T09:28:03","slug":"pezzotto-streaming-pirata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/pezzotto-streaming-pirata\/","title":{"rendered":"Il pezzotto, la guerra allo streaming pirata e alle IPTV illegali"},"content":{"rendered":"\n<p>Con l&#8217;<strong>operazione Free Tv<\/strong>\u00a0che \u00e8 andata in scena pochi giorni fa \u00e8 cominciata la guerra nei confronti dello streaming pirata. Una guerra che &#8211; \u00e8 facile ipotizzare &#8211; si comporr\u00e0 di un gran numero di battaglie: insomma, quello andato in scena fino a questo momento \u00e8 solo il primo atto. I sequestri che sono stati portati a termine dalla Guardia di Finanza in associazione con gli oscuramenti di server e i numerosi arresti rientrano nel quadro delle operazioni di polizia internazionale finalizzate al sequestro di server di<strong>\u00a0Iptv di Xstreme<\/strong>, tv pirata che in Italia era conosciuta e utilizzata da milioni di persone.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>La guerra contro lo streaming pirata<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il contrasto al&nbsp;<strong>fenomeno delle tv pirata<\/strong>&nbsp;era alla base anche dell&#8217;operazione contro Zsat, altra Iptv che \u00e8 stata smantellata dalla Polizia di Palermo. Viene spontaneo domandarsi, per\u00f2, se tali interventi possano essere considerati come davvero risolutivi. La risposta purtroppo \u00e8 negativa, anche perch\u00e9 il business delle Iptv &#8211; che, vale la pena di ribadirlo, sono illegali &#8211; ha catturato l&#8217;attenzione di&nbsp;<strong>organizzazioni criminali<\/strong>&nbsp;di un certo livello, che di sicuro non rinunciano ai propri affari illeciti per semplici incidenti di percorso come questi. Eppure, sono sempre da accogliere con soddisfazione i diversi blitz che la<strong>&nbsp;Guardia di Finanza<\/strong>&nbsp;e la Polizia nelle scorse settimane hanno effettuato riuscendo a favorire l&#8217;oscuramento di diverse piattaforme illegali il cui business consisteva nella diffusione su Internet (del tutto abusiva) dei palinsesti delle tv in streaming come Infinity e Netflix, oltre che delle partite di calcio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>IPTV, Un business milionario<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per poter usufruire delle immagini, delle serie tv, dei film e degli eventi sportivi delle&nbsp;<strong>tv a pagamento<\/strong>, i clienti di questo sistema truffaldino pagavano solo pochi euro, molti meno di quelli che avrebbero dovuto versare se avessero sottoscritto degli abbonamenti regolari con i fornitori dei servizi proposti. Il&nbsp;<strong>business<\/strong>&nbsp;che sta dietro a un&#8217;attivit\u00e0 di questo tipo \u00e8 milionario, come si pu\u00f2 facilmente intuire, e il sequestro di ingenti somme di denaro in contanti ha perfino scatenato la reazione dei pirati. Come se nulla fosse successo, la maggior parte dei fornitori non ha esitato nel garantire ai propri clienti che nonostante quel piccolo inconveniente non sarebbe cambiato nulla.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Gli utenti rischiano multe salate?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Su Youtube, per esempio, \u00e8 stato pubblicato il video del gestore di&nbsp;<strong>Truststreaming<\/strong>, che \u00e8 una Iptv attiva a livello internazionale che mette a disposizione dei clienti pi\u00f9 di 5mila canali, nel quale veniva spiegato che sarebbe rimasto valido l&#8217;abbonamento alla piattaforma e che i&nbsp;<strong>dati degli utenti<\/strong>&nbsp;erano al sicuro perch\u00e9 criptati. In effetti, a dispetto dei blitz tanti spettatori hanno continuato a usufruire dei vari servizi, non risentendo in alcun modo degli effetti delle operazioni di polizia.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Come guardare film, serie e partite di calcio in streaming pagando pochi spicci<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Ma qual \u00e8 il meccanismo di funzionamento alla base di questo sistema? Al giorno d&#8217;oggi in realt\u00e0 non \u00e8 niente di troppo complicato, nel senso che c&#8217;\u00e8 bisogno solo di un codice e di un\u00a0<strong>decoder illegale<\/strong>, che nella maggior parte dei casi consiste in una normale chiavetta USB: \u00e8 questo il cosiddetto <strong>pezzotto<\/strong>. Ci\u00f2 che i fruitori non sanno \u00e8 che a monte c&#8217;\u00e8 una struttura tecnologica molto complessa allestita dai diversi gruppi criminali che si basa su un sistema intricato di\u00a0<strong>encoder e decoder<\/strong>. Cos\u00ec, il segnale viene convertito in dati: una volta che questi sono stati scambiati su Internet, gli stessi vengono assemblati in pacchetti che poi sono proposti alla clientela tramite alcuni intermediari che sono in contatto diretto con gli utenti finali.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Come funziona il pezzotto<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Ecco, quindi, che i clienti non devono fare altro che adoperare una\u00a0<strong>chiavetta USB<\/strong>\u00a0per ricevere e guardare le trasmissioni per cui hanno sottoscritto un abbonamento molto conveniente rispetto al mercato. Dal computer di casa, devono solo inserire il codice che viene comunicato loro da chi gestisce lo streaming pirata e il gioco \u00e8 fatto: \u00e8 proprio questo codice, infatti, che permette di connettersi a un\u00a0<strong>segnale informatico criptato<\/strong>\u00a0che poi viene decriptato proprio per mezzo della chiavetta. Per altro, il fenomeno non solo non accenna ad arrestarsi, ma anzi si evolve sempre di pi\u00f9: l&#8217;Iptv \u00e8 giunta perfino su Whatsapp attraverso una truffa connessa con lo<strong>\u00a0streaming illecito<\/strong>. Ovviamente si tratta di gruppi nascosti, ma tale circostanza \u00e8 sintomatica di come le organizzazioni criminali siano sempre pi\u00f9 spavalde e non abbiano timore di eventuali blitz: non ricorrono neppure pi\u00f9 a Telegram per nascondere le conversazioni.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Perch\u00e9 la lotta allo straming pirata non \u00e8 stato efficace, fino ad ora<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 che i criminali saranno sempre in vantaggio rispetto alle forze dell&#8217;ordine: anche quando i siti vengono oscurati, \u00e8 sufficiente che i gestori optino per societ\u00e0 di<strong>&nbsp;server differenti<\/strong>&nbsp;e facciano sapere agli utenti qual \u00e8 il codice nuovo per superare qualsiasi ostacolo. E anche i sequestri di soldi sembrano avere la stessa utilit\u00e0 di provare a svuotare il mare con un secchiello: a fronte di un giro di affari milionario, le sanzioni applicate servono a ben poco. L&#8217;incriminazione prevista per chi viene arrestato \u00e8 quella per il reato indicato dall&#8217;<strong>articolo 171 ter della legge sul diritto di autore<\/strong>: ai colpevoli viene comminata una multa che pu\u00f2 andare da un minimo di 2.582 euro a un massimo di 15.493 euro, oltre a&nbsp;<strong>un periodo di reclusione compreso tra i 6 mesi e i 3 anni<\/strong>. Il reato di diffusione di un servizio criptato senza un accordo in merito con il legittimo distributore, insomma, non fa finire in prigione: ecco perch\u00e9 i criminali continuano a operare indisturbati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l&#8217;operazione Free Tv\u00a0che \u00e8 andata in scena pochi giorni fa \u00e8 cominciata la guerra nei confronti dello streaming pirata. 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