{"id":3072,"date":"2026-11-04T11:49:07","date_gmt":"2026-11-04T10:49:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/?p=3072"},"modified":"2026-11-04T09:37:46","modified_gmt":"2026-11-04T08:37:46","slug":"finanziamenti-europei-innovazione-interregionale-sei-progetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/finanziamenti-europei-innovazione-interregionale-sei-progetti\/","title":{"rendered":"Finanziamenti europei per l&#8217;innovazione interregionale: sei nuovi progetti verso gli accordi di sovvenzione"},"content":{"rendered":"<p>Sei proposte selezionate, 89 organizzazioni coinvolte e un programma di finanziamento da 9,8 milioni di euro. Il 30 ottobre 2026 la European Innovation Council and SMEs Executive Agency (EISMEA) ha annunciato l&#8217;avvio della preparazione degli accordi di sovvenzione per sei iniziative individuate nell&#8217;ambito dello strumento Interregional Innovation Investments (I3), dedicato alla collaborazione tra gli ecosistemi regionali dell&#8217;innovazione.<\/p>\n<p>Le proposte hanno superato la valutazione della call I3-2026-CAP2B, chiusa il 19 marzo 2026, che aveva raccolto l&#8217;interesse di 130 candidati. Il passaggio alla fase contrattuale rappresenta un risultato significativo, anche se <strong>non equivale ancora all&#8217;assegnazione definitiva dei contributi europei<\/strong>. La conclusione della procedura e l&#8217;annuncio dei progetti finanziati sono attesi entro dicembre 2026.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziativa riguarda soprattutto le regioni europee che incontrano maggiori difficolt\u00e0 nel trasformare ricerca, competenze tecnologiche e capacit\u00e0 produttive in investimenti industriali. Attraverso i <strong>finanziamenti europei per l&#8217;innovazione interregionale<\/strong>, Bruxelles punta a rafforzare la cooperazione tra imprese, universit\u00e0, amministrazioni pubbliche e organizzazioni specializzate nel trasferimento tecnologico.<\/p>\n<h2>Dalle biotecnologie alle batterie: gli ambiti delle sei proposte<\/h2>\n<p>I sei progetti ammessi alla preparazione degli accordi interessano ecosistemi produttivi differenti. La comunicazione di EISMEA cita espressamente la bioproduzione industriale, le batterie e la biodiversit\u00e0, mostrando come lo strumento I3 possa intervenire su settori tecnologici, manifatturieri e ambientali.<\/p>\n<p>La bioproduzione, o <em>biomanufacturing<\/em>, comprende processi industriali che utilizzano sistemi biologici per ottenere materiali, sostanze e altri prodotti. \u00c8 un ambito nel quale la collaborazione tra ricerca scientifica e industria pu\u00f2 favorire lo sviluppo di applicazioni produttive e il trasferimento delle conoscenze.<\/p>\n<p>La filiera delle batterie presenta esigenze differenti, legate alla disponibilit\u00e0 di competenze specialistiche, alla capacit\u00e0 industriale e all&#8217;integrazione tra operatori che intervengono nelle diverse fasi della catena del valore. La cooperazione tra territori pu\u00f2 facilitare l&#8217;incontro tra capacit\u00e0 tecnologiche e opportunit\u00e0 di investimento.<\/p>\n<p>La biodiversit\u00e0 introduce invece una dimensione ambientale nella collaborazione interregionale. Le possibili applicazioni dell&#8217;innovazione comprendono attivit\u00e0 di monitoraggio, gestione delle risorse naturali e sviluppo di strumenti tecnologici a supporto della sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p>EISMEA non ha ancora pubblicato, nella comunicazione del 30 ottobre, una descrizione individuale completa delle sei proposte. Non \u00e8 quindi possibile attribuire a ciascun progetto specifici obiettivi operativi, importi o risultati attesi oltre alle informazioni effettivamente diffuse.<\/p>\n<p>Il tratto comune delle iniziative \u00e8 comunque definito: <strong>rafforzare la capacit\u00e0 degli ecosistemi regionali di partecipare a progetti di innovazione e investimento condivisi<\/strong>, creando collegamenti pi\u00f9 stabili tra territori con competenze ed esigenze complementari.<\/p>\n<h2>L&#8217;Italia \u00e8 il Paese con il maggior numero di partner coinvolti<\/h2>\n<p>La distribuzione geografica dei partecipanti costituisce uno degli elementi pi\u00f9 interessanti della selezione.<\/p>\n<p>Secondo i dati pubblicati da EISMEA, i sei consorzi riuniscono complessivamente 89 partner. L&#8217;Italia conta <strong>18 organizzazioni partecipanti<\/strong>, il numero pi\u00f9 elevato tra i Paesi rappresentati. Seguono la Spagna con 12, la Grecia con 10, la Francia con 8 e il Portogallo con 7.<\/p>\n<p>La partecipazione comprende anche organizzazioni di Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Germania, Ungheria, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Svezia. Sono inoltre presenti soggetti di Albania, Bosnia-Erzegovina, Tunisia e Turchia.<\/p>\n<p>Il dato italiano indica una presenza consistente nei raggruppamenti che hanno raggiunto la fase di preparazione contrattuale. Non consente per\u00f2, da solo, di stabilire quale sar\u00e0 l&#8217;importo dei contributi destinati alle organizzazioni italiane, n\u00e9 quali territori beneficeranno maggiormente delle attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra informazione riguarda il livello di sviluppo delle regioni partecipanti. Quasi il 40% dei partner proviene da regioni meno sviluppate, mentre circa il 20% appartiene a regioni in transizione.<\/p>\n<p>La classificazione territoriale assume particolare rilevanza perch\u00e9 la finalit\u00e0 dello strumento non consiste nel concentrare gli investimenti dove l&#8217;innovazione \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 avanzata. L&#8217;obiettivo \u00e8 favorire collegamenti industriali e tecnologici capaci di coinvolgere anche territori con minore disponibilit\u00e0 di risorse e infrastrutture.<\/p>\n<h2>Come funziona lo strumento europeo I3 e quali interventi sostiene<\/h2>\n<p>Il programma Interregional Innovation Investments rientra nel Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e sostiene progetti di innovazione realizzati attraverso la collaborazione tra organizzazioni appartenenti a regioni differenti.<\/p>\n<p>Il programma di lavoro europeo per il periodo 2025-2027 prevede una dotazione complessiva di oltre <strong>176 milioni di euro<\/strong>. Le risorse sono destinate ad attivit\u00e0 che favoriscono la valorizzazione delle innovazioni, lo sviluppo delle filiere produttive e una maggiore integrazione economica tra i territori europei.<\/p>\n<p>I <strong>finanziamenti europei per l&#8217;innovazione interregionale<\/strong> sono organizzati attraverso tre linee d&#8217;intervento, con finalit\u00e0 differenti.<\/p>\n<p>La prima, denominata Strand 1, sostiene investimenti congiunti tra regioni che condividono priorit\u00e0 tecnologiche o industriali. Le iniziative devono possedere un livello di maturit\u00e0 adeguato per avvicinarsi alla commercializzazione e all&#8217;applicazione sul mercato.<\/p>\n<p>La linea Strand 2a concentra invece l&#8217;attenzione sulle regioni meno sviluppate e su quelle in transizione, favorendone l&#8217;inserimento nelle catene europee del valore attraverso investimenti condivisi.<\/p>\n<p>La terza linea, Strand 2b, \u00e8 quella interessata dalla selezione annunciata il 30 ottobre. Ha una funzione preparatoria: sviluppare le competenze organizzative, tecniche e istituzionali necessarie affinch\u00e9 i territori possano partecipare efficacemente a successive iniziative di investimento.<\/p>\n<p>La distinzione \u00e8 sostanziale. Un&#8217;amministrazione regionale o un&#8217;organizzazione industriale pu\u00f2 possedere competenze e opportunit\u00e0 tecnologiche senza disporre ancora dell&#8217;esperienza necessaria per costruire un progetto internazionale, individuare partner affidabili o predisporre una strategia di investimento comune.<\/p>\n<p>La linea Capacity Building interviene su queste difficolt\u00e0, sostenendo attivit\u00e0 di coordinamento, formazione delle capacit\u00e0 progettuali, rafforzamento della cooperazione e definizione di nuove opportunit\u00e0 industriali.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 le regioni meno sviluppate hanno bisogno di strumenti dedicati<\/h2>\n<p>Le differenze tra gli ecosistemi europei dell&#8217;innovazione non dipendono esclusivamente dalla disponibilit\u00e0 di capitali. Contano anche la presenza di centri di ricerca, la capacit\u00e0 delle amministrazioni di sostenere le imprese, la disponibilit\u00e0 di personale qualificato e la qualit\u00e0 delle relazioni tra settore pubblico e industria.<\/p>\n<p>Nelle regioni meno sviluppate questi elementi possono risultare insufficienti o scarsamente coordinati.<\/p>\n<p>Una piccola impresa specializzata in una tecnologia industriale, ad esempio, pu\u00f2 incontrare difficolt\u00e0 nell&#8217;accedere a reti di ricerca internazionali o nell&#8217;individuare partner produttivi con cui sviluppare un&#8217;applicazione commerciale. Anche quando esistono competenze valide, la mancanza di collegamenti pu\u00f2 limitarne le prospettive.<\/p>\n<p>La Commissione europea individua proprio nella frammentazione degli ecosistemi, nelle debolezze amministrative e nella difficolt\u00e0 di attrarre o trattenere competenze alcuni degli ostacoli alla diffusione dell&#8217;innovazione.<\/p>\n<p>I <strong>finanziamenti europei per l&#8217;innovazione interregionale<\/strong> cercano di affrontare questi problemi attraverso una maggiore integrazione tra territori. Le organizzazioni delle regioni pi\u00f9 avanzate possono mettere a disposizione esperienze e relazioni industriali, mentre quelle dei territori meno sviluppati contribuiscono con conoscenze, specializzazioni produttive e opportunit\u00e0 di investimento.<\/p>\n<p>La collaborazione deve per\u00f2 tradursi in risultati operativi. La documentazione della call CAP2B prevede, tra gli esiti possibili, accordi di cooperazione, aggiornamenti delle strategie regionali, nuovi collegamenti con le associazioni industriali e strumenti per migliorare la capacit\u00e0 delle amministrazioni di sostenere l&#8217;innovazione.<\/p>\n<p>Un ruolo particolare spetta alle strategie di specializzazione intelligente, conosciute come Smart Specialisation Strategies o S3. Sono strumenti attraverso i quali le regioni individuano i settori economici e tecnologici sui quali concentrare le proprie politiche di innovazione.<\/p>\n<p>Il coordinamento tra strategie regionali permette di riconoscere complementarit\u00e0 produttive e di evitare che ogni territorio tenti di sviluppare autonomamente le medesime competenze.<\/p>\n<h2>Dalla selezione alla firma: cosa manca per ottenere i contributi<\/h2>\n<p>L&#8217;ammissione alla preparazione dell&#8217;accordo di sovvenzione costituisce una fase avanzata della procedura europea, ma rimane distinta dalla concessione definitiva del finanziamento.<\/p>\n<p>Dopo la valutazione positiva delle proposte, le organizzazioni selezionate devono completare una serie di passaggi amministrativi e contrattuali.<\/p>\n<p>La procedura comprende la predisposizione delle informazioni giuridiche e finanziarie dei beneficiari, la definizione delle attivit\u00e0 progettuali, la verifica del bilancio e degli elementi necessari alla gestione del contributo.<\/p>\n<p>Sono inoltre previste verifiche riguardanti i soggetti partecipanti e le condizioni richieste per beneficiare dei fondi europei.<\/p>\n<p>Soltanto al termine della preparazione e con il perfezionamento delle firme previste l&#8217;accordo diventa definitivo.<\/p>\n<p>Di conseguenza, <strong>i 9,8 milioni di euro rappresentano il budget della call CAP2B, non una somma che pu\u00f2 gi\u00e0 essere considerata definitivamente distribuita tra i sei progetti<\/strong>.<\/p>\n<p>La comunicazione di EISMEA non specifica quanto ricever\u00e0 ciascun consorzio. L&#8217;importo effettivo dei singoli contributi potr\u00e0 essere determinato sulla base degli accordi conclusi.<\/p>\n<p>La distinzione \u00e8 rilevante anche sul piano dell&#8217;informazione economica. La selezione di un progetto dimostra che una proposta ha superato la valutazione prevista dal bando, ma non certifica ancora l&#8217;avvenuta erogazione delle risorse o l&#8217;inizio delle attivit\u00e0 finanziate.<\/p>\n<p>L&#8217;annuncio definitivo dei sei progetti \u00e8 previsto entro dicembre 2026, subordinatamente alla conclusione positiva della preparazione contrattuale.<\/p>\n<h2>Le opportunit\u00e0 per imprese, universit\u00e0 e organizzazioni territoriali<\/h2>\n<p>La partecipazione ai programmi interregionali pu\u00f2 interessare soggetti con funzioni differenti.<\/p>\n<p>Le piccole e medie imprese possono beneficiare di collaborazioni con centri tecnologici, partner industriali e organizzazioni specializzate nell&#8217;accesso ai mercati. Le universit\u00e0 e gli organismi di ricerca possono trovare nuove possibilit\u00e0 di trasferimento delle conoscenze verso applicazioni produttive.<\/p>\n<p>Le amministrazioni pubbliche e le agenzie di sviluppo regionale intervengono invece nella definizione delle priorit\u00e0 territoriali, nel coordinamento degli operatori e nella costruzione di condizioni favorevoli agli investimenti.<\/p>\n<p>Un ruolo specifico \u00e8 affidato ai cluster, organizzazioni che aggregano imprese, centri di ricerca e altri soggetti attivi in determinati settori economici. La loro capacit\u00e0 di individuare esigenze comuni e mettere in relazione competenze complementari pu\u00f2 facilitare la costruzione di partenariati internazionali.<\/p>\n<p>I <strong>finanziamenti europei per l&#8217;innovazione interregionale<\/strong> rappresentano quindi un&#8217;opportunit\u00e0 anche per le organizzazioni che non dispongono ancora di progetti industriali pronti per la commercializzazione, ma intendono sviluppare le competenze necessarie per partecipare a investimenti futuri.<\/p>\n<p>L&#8217;efficacia degli interventi dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 di trasformare le relazioni create durante i progetti in collaborazioni durature, possibilmente capaci di proseguire anche oltre il sostegno pubblico.<\/p>\n<h2>Le prossime scadenze e il collegamento con gli investimenti industriali<\/h2>\n<p>La selezione delle sei proposte CAP2B arriva mentre sono ancora aperte altre opportunit\u00e0 dello strumento I3.<\/p>\n<p>Le call 2026 relative alle linee Strand 1 e Strand 2a, pubblicate il 13 maggio, prevedono infatti la scadenza del <strong>12 novembre 2026<\/strong>. Sono rivolte a partenariati che intendono realizzare investimenti interregionali per sviluppare innovazioni sufficientemente mature da avvicinarsi al mercato.<\/p>\n<p>La linea Strand 1 dispone, per il bando 2026, di un budget indicativo di 28,2 milioni di euro. L&#8217;attenzione \u00e8 rivolta soprattutto alla competitivit\u00e0 delle filiere europee, alla valorizzazione delle competenze tecnologiche regionali e alla crescita delle imprese coinvolte.<\/p>\n<p>Questa articolazione mostra il rapporto tra le diverse componenti dello strumento: da una parte la costruzione delle capacit\u00e0 necessarie per cooperare, dall&#8217;altra il sostegno agli investimenti che possono concretizzarsi quando le condizioni industriali e organizzative sono sufficientemente mature.<\/p>\n<p>Il percorso viene seguito anche attraverso le attivit\u00e0 della I3 Instrument Support Facility, che mette a disposizione strumenti di orientamento, occasioni di confronto e informazioni sui progetti sostenuti.<\/p>\n<p>Durante l&#8217;Annual I3 Instrument Forum, tenutosi a Bruxelles il 1\u00b0 ottobre 2026, EISMEA ha evidenziato l&#8217;estensione geografica ormai raggiunta dal programma. Le proposte presentate nel corso degli anni hanno coinvolto 229 delle 244 regioni europee classificate al livello territoriale NUTS 2, mentre i progetti finanziati interessano 185 regioni e tutti gli Stati membri.<\/p>\n<p>Si tratta di un&#8217;indicazione della diffusione territoriale dello strumento, che non coincide automaticamente con una distribuzione uniforme degli investimenti o dei loro risultati economici.<\/p>\n<p>Per i sei consorzi ammessi alla fase contrattuale, il prossimo passaggio sar\u00e0 la definizione degli accordi con l&#8217;amministrazione europea. La pubblicazione dei progetti definitivamente approvati permetter\u00e0 di conoscere con maggiore precisione gli interventi previsti, le organizzazioni responsabili e le risorse effettivamente assegnate.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 soprattutto l&#8217;attuazione delle attivit\u00e0 a chiarire se le nuove collaborazioni riusciranno a produrre accordi industriali, strategie regionali pi\u00f9 efficaci e proposte di investimento capaci di accedere alle successive opportunit\u00e0 europee.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sei proposte selezionate, 89 organizzazioni coinvolte e un programma di finanziamento da 9,8 milioni di euro. 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