{"id":3091,"date":"2026-11-06T14:04:38","date_gmt":"2026-11-06T13:04:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/?p=3091"},"modified":"2026-11-06T12:59:00","modified_gmt":"2026-11-06T11:59:00","slug":"formazione-professionale-in-europa-la-nuova-strategia-ue-collega-competenze-e-industria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/formazione-professionale-in-europa-la-nuova-strategia-ue-collega-competenze-e-industria\/","title":{"rendered":"Formazione professionale in Europa, la nuova strategia UE punta sulle competenze richieste dall&#8217;industria"},"content":{"rendered":"<p>La Commissione europea ha presentato il 5 novembre 2026 una nuova strategia per la formazione professionale, con l&#8217;obiettivo di avvicinare i percorsi educativi alle competenze richieste dalle imprese. Il piano riguarda in particolare cinque comparti considerati strategici per l&#8217;economia europea: energia, manifattura, sanit\u00e0, difesa e costruzioni. Settori molto diversi, accomunati dalla crescente difficolt\u00e0 di reperire personale con preparazione tecnica adeguata.<\/p>\n<p>La strategia, denominata <em>European Vocational Education and Training Strategy 2026-2030<\/em>, comprende <strong>dieci iniziative organizzate attorno a tre priorit\u00e0<\/strong>: migliorare qualit\u00e0 e flessibilit\u00e0 della formazione, rafforzare la collaborazione con le imprese e favorire la dimensione internazionale dei percorsi professionali.<\/p>\n<p>Il documento \u00e8 stato adottato dalla Commissione nell&#8217;ambito del pi\u00f9 ampio pacchetto europeo sull&#8217;istruzione e le competenze, presentato nella stessa giornata. Si tratta di un indirizzo politico accompagnato da iniziative da sviluppare nei prossimi anni, non dell&#8217;attivazione immediata di nuovi corsi in tutti gli Stati membri n\u00e9 di un programma che garantisca assunzioni.<\/p>\n<p>La distinzione \u00e8 rilevante perch\u00e9 la <strong>formazione professionale in Europa<\/strong> coinvolge gi\u00e0 milioni di studenti e lavoratori. Il problema individuato dalle istituzioni comunitarie riguarda soprattutto la capacit\u00e0 dei sistemi esistenti di aggiornare rapidamente i programmi, utilizzare tecnologie recenti e rispondere alle trasformazioni delle attivit\u00e0 produttive.<\/p>\n<h2>Il peso della formazione tecnica nel mercato del lavoro europeo<\/h2>\n<p>I dati diffusi dalla Commissione illustrano la dimensione del fenomeno. Quasi il 60% dell&#8217;occupazione nell&#8217;Unione europea riguarda professioni che richiedono competenze riconducibili alla formazione professionale. Inoltre, circa il 70% delle occupazioni caratterizzate dalle maggiori carenze di personale dipende in misura significativa da questo tipo di preparazione.<\/p>\n<p>Secondo le informazioni istituzionali che accompagnano la strategia, <strong>ogni anno occorre sostituire circa 3,6 milioni di lavoratori nelle professioni che richiedono competenze professionali<\/strong>, principalmente per effetto dei ricambi occupazionali. Il dato esprime un fabbisogno di sostituzione e non rappresenta una previsione di altrettanti nuovi posti di lavoro aggiuntivi.<\/p>\n<p>La formazione professionale interessa attualmente oltre dieci milioni di persone nell&#8217;Unione. Circa la met\u00e0 degli studenti dell&#8217;istruzione secondaria superiore sceglie percorsi di orientamento professionale, ma la diffusione di questi indirizzi non elimina automaticamente le difficolt\u00e0 delle aziende nel trovare personale qualificato.<\/p>\n<p>Un approfondimento pubblicato nel marzo 2026 dal Cedefop, il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale, ha individuato 22 professioni interessate da carenze di lavoratori diffuse a livello europeo, sulla base dei dati riferiti al 2024.<\/p>\n<p>Tra le attivit\u00e0 maggiormente coinvolte compaiono saldatori, lavoratori specializzati nella trasformazione dei metalli, elettricisti, idraulici, autisti di mezzi pesanti e operatori dell&#8217;assistenza.<\/p>\n<p>La ricerca evidenzia anche un elemento spesso trascurato nel dibattito sulle competenze: <strong>la scarsit\u00e0 di personale non dipende esclusivamente dall&#8217;insufficienza dei percorsi formativi<\/strong>. Retribuzioni poco competitive, condizioni di lavoro impegnative, squilibri territoriali e difficolt\u00e0 nel riconoscimento delle qualifiche contribuiscono a mantenere scoperti determinati profili professionali.<\/p>\n<p>La nuova strategia europea interviene principalmente sulla preparazione e sull&#8217;organizzazione della formazione. Le altre cause della carenza di lavoratori richiedono invece politiche occupazionali e interventi delle imprese.<\/p>\n<h2>Energia e manifattura, dove l&#8217;aggiornamento delle competenze diventa decisivo<\/h2>\n<p>Il collegamento tra formazione e politica industriale emerge soprattutto nei comparti energetico e manifatturiero.<\/p>\n<p>La transizione verso sistemi energetici a minori emissioni richiede personale capace di installare, gestire e mantenere impianti che utilizzano tecnologie differenti da quelle tradizionali. Le competenze elettriche e meccaniche continuano a essere necessarie, ma devono integrarsi con conoscenze relative all&#8217;automazione, ai sistemi digitali di controllo e alla sicurezza delle installazioni.<\/p>\n<p>Per le imprese, la disponibilit\u00e0 di lavoratori qualificati pu\u00f2 condizionare la possibilit\u00e0 di realizzare nuovi impianti, aggiornare le infrastrutture esistenti e rispettare i tempi degli investimenti.<\/p>\n<p>Nella manifattura il problema assume caratteristiche differenti. L&#8217;introduzione di macchinari connessi, sistemi automatizzati e applicazioni di intelligenza artificiale modifica le attivit\u00e0 svolte dagli operatori, senza eliminare necessariamente la necessit\u00e0 di competenze pratiche.<\/p>\n<p>La manutenzione industriale, per esempio, pu\u00f2 richiedere capacit\u00e0 di interpretare informazioni prodotte da sensori e sistemi diagnostici, oltre alla conoscenza del funzionamento meccanico degli impianti. Analogamente, il controllo qualit\u00e0 si confronta con strumenti digitali che affiancano le verifiche tradizionali.<\/p>\n<p>La Commissione intende rendere la <strong>formazione professionale in Europa<\/strong> pi\u00f9 reattiva rispetto a questi cambiamenti, riducendo la distanza temporale tra l&#8217;introduzione di una tecnologia nelle aziende e il suo ingresso nei programmi didattici.<\/p>\n<p>\u00c8 uno degli aspetti centrali della strategia: un percorso progettato diversi anni prima pu\u00f2 continuare a fornire solide conoscenze di base, ma risultare insufficiente quando le attrezzature utilizzate durante la formazione non corrispondono pi\u00f9 a quelle presenti negli stabilimenti.<\/p>\n<h2>Sanit\u00e0, difesa e costruzioni: esigenze differenti e competenze specialistiche<\/h2>\n<p>Nel settore sanitario, l&#8217;invecchiamento della popolazione europea determina una domanda crescente di servizi assistenziali. La disponibilit\u00e0 di personale adeguatamente formato riguarda soprattutto la continuit\u00e0 delle cure, il supporto alle persone fragili e l&#8217;organizzazione delle attivit\u00e0 quotidiane nelle strutture.<\/p>\n<p>Le competenze professionali sono necessarie anche per utilizzare correttamente apparecchiature e strumenti digitali, nel rispetto delle responsabilit\u00e0 previste per ciascuna professione sanitaria.<\/p>\n<p>Il Cedefop ha individuato carenze diffuse nelle occupazioni dell&#8217;assistenza sanitaria e sociale. Il rafforzamento dei percorsi formativi pu\u00f2 contribuire ad ampliare il bacino di lavoratori preparati, ma rimangono determinanti le condizioni contrattuali e la capacit\u00e0 dei sistemi sanitari di trattenere il personale.<\/p>\n<p>La presenza della difesa tra i comparti prioritari riflette invece il rapporto tra preparazione tecnica e capacit\u00e0 produttive delle industrie strategiche. La realizzazione e la manutenzione di apparecchiature complesse richiedono competenze meccaniche, elettroniche, informatiche e di controllo dei processi industriali.<\/p>\n<p>Il riferimento alla difesa nella strategia VET non equivale all&#8217;annuncio di specifici programmi di reclutamento militare. L&#8217;attenzione riguarda le competenze professionali richieste dalle attivit\u00e0 produttive e tecnologiche del settore.<\/p>\n<p>Nelle costruzioni, infine, la carenza di personale specializzato interessa professioni consolidate, come elettricisti e installatori di impianti, mentre la riqualificazione energetica degli edifici introduce ulteriori esigenze di aggiornamento.<\/p>\n<p>La disponibilit\u00e0 di lavoratori preparati incide sulla capacit\u00e0 di eseguire interventi edilizi, installare tecnologie efficienti e rispettare gli standard tecnici applicabili.<\/p>\n<p>La strategia europea non definisce un numero di assunzioni per questi cinque comparti. Individua piuttosto settori nei quali <strong>l&#8217;insufficienza di competenze pu\u00f2 rallentare investimenti, produzione e servizi essenziali<\/strong>.<\/p>\n<h2>Moduli formativi pi\u00f9 brevi e aggiornabili: la sperimentazione prevista nel 2027<\/h2>\n<p>Tra le iniziative annunciate dalla Commissione assume particolare rilievo l&#8217;European Sectoral Training Accelerator, un meccanismo europeo pensato per favorire lo sviluppo di moduli formativi brevi e flessibili, progettati insieme al mondo industriale.<\/p>\n<p>La sperimentazione iniziale \u00e8 prevista nel <strong>2027<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;idea consiste nel mettere a disposizione degli enti di formazione contenuti specialistici che possano essere integrati nei programmi nazionali. Non viene quindi prospettata la sostituzione generalizzata dei percorsi scolastici e professionali esistenti con un unico modello europeo.<\/p>\n<p>L&#8217;interesse dell&#8217;iniziativa riguarda soprattutto la rapidit\u00e0 dell&#8217;aggiornamento. Un modulo dedicato a una tecnologia emergente pu\u00f2 essere sviluppato e inserito in un percorso gi\u00e0 avviato senza richiedere necessariamente la revisione completa dell&#8217;intero ordinamento formativo.<\/p>\n<p>Questo approccio pu\u00f2 risultare utile anche per gli adulti occupati, che spesso devono acquisire nuove competenze continuando a lavorare.<\/p>\n<p>Resta tuttavia da verificare come saranno organizzati concretamente i moduli, quali comparti verranno coinvolti per primi e attraverso quali modalit\u00e0 gli enti nazionali potranno adottarli.<\/p>\n<p>Alla data del 6 novembre 2026, l&#8217;acceleratore rappresenta un&#8217;iniziativa annunciata con una sperimentazione futura, non un sistema gi\u00e0 operativo su scala europea.<\/p>\n<h2>Le imprese entrano nella progettazione dei percorsi formativi<\/h2>\n<p>La collaborazione tra aziende e istituzioni educative costituisce un secondo elemento della strategia.<\/p>\n<p>Le VET Business Partnerships dovrebbero favorire la creazione di centri formativi sviluppati congiuntamente da imprese ed enti di istruzione professionale. L&#8217;obiettivo \u00e8 permettere agli studenti di utilizzare tecnologie innovative e offrire alle aziende opportunit\u00e0 di collaborazione nell&#8217;adozione di nuovi strumenti produttivi.<\/p>\n<p>Il rapporto tra formazione e industria dovrebbe quindi svilupparsi gi\u00e0 durante la progettazione dei percorsi, attraverso il confronto sulle competenze effettivamente richieste.<\/p>\n<p>La proposta \u00e8 particolarmente significativa per le piccole e medie imprese, che possono incontrare maggiori difficolt\u00e0 nel sostenere autonomamente i costi delle attrezzature e dei programmi di aggiornamento.<\/p>\n<p>L&#8217;associazione imprenditoriale BusinessEurope ha accolto favorevolmente la strategia il 5 novembre, indicando tra gli aspetti positivi il maggiore coinvolgimento delle aziende nella definizione dei contenuti didattici e la possibilit\u00e0 di facilitare l&#8217;accesso alle tecnologie moderne.<\/p>\n<p>L&#8217;organizzazione ha richiamato anche la necessit\u00e0 di aggiornare pi\u00f9 rapidamente i programmi, coinvolgendo concretamente le parti sociali.<\/p>\n<p>Per la <strong>formazione professionale in Europa<\/strong>, il rapporto con le imprese costituisce dunque una scelta di politica educativa e industriale. La sua efficacia dipender\u00e0 per\u00f2 dalla partecipazione degli operatori economici, dalla disponibilit\u00e0 di attrezzature e dalla capacit\u00e0 degli enti di mantenere elevata la qualit\u00e0 dell&#8217;insegnamento.<\/p>\n<p>La Commissione ha presentato le partnership come una delle iniziative da sviluppare. L&#8217;annuncio non dimostra che siano gi\u00e0 stati realizzati nuovi centri formativi attraverso questo specifico programma.<\/p>\n<h2>Mobilit\u00e0 europea per studenti e apprendisti<\/h2>\n<p>La terza direttrice della strategia riguarda la possibilit\u00e0 di svolgere periodi di formazione professionale in altri Paesi.<\/p>\n<p>La Commissione propone un EU Marketplace for VET Mobility, uno strumento destinato ad agevolare l&#8217;incontro tra studenti, apprendisti, imprese ed enti formativi interessati a organizzare esperienze all&#8217;estero.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 semplificare la ricerca delle opportunit\u00e0 e sostenere la preparazione di scambi formativi di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziativa si inserisce in un sistema europeo che gi\u00e0 comprende programmi di mobilit\u00e0 educativa, tra cui Erasmus+. La novit\u00e0 annunciata riguarda il tentativo di rendere pi\u00f9 accessibili e coordinate le opportunit\u00e0 specificamente rivolte alla formazione professionale.<\/p>\n<p>Una permanenza formativa all&#8217;estero pu\u00f2 consentire di conoscere procedimenti produttivi differenti, utilizzare attrezzature non disponibili nel proprio istituto e confrontarsi con ambienti professionali internazionali.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza richiede per\u00f2 un&#8217;organizzazione adeguata, soprattutto quando riguarda apprendisti che devono conciliare gli obblighi formativi con quelli contrattuali.<\/p>\n<p>Anche su questo punto BusinessEurope ha richiamato due condizioni pratiche: finanziamenti sostenibili per la mobilit\u00e0 e procedure pi\u00f9 semplici per partecipanti e aziende ospitanti.<\/p>\n<p>Il nuovo marketplace \u00e8 stato annunciato come iniziativa della strategia. Non risultano, nel comunicato del 5 novembre, indicazioni che consentano di considerarlo gi\u00e0 disponibile per presentare domande o prenotare esperienze formative.<\/p>\n<h2>La strategia europea e le responsabilit\u00e0 degli Stati membri<\/h2>\n<p>La nuova impostazione non nasce senza precedenti. Nel 2020 il Consiglio dell&#8217;Unione europea aveva adottato una raccomandazione dedicata alla formazione professionale per la competitivit\u00e0 sostenibile, l&#8217;equit\u00e0 sociale e la resilienza.<\/p>\n<p>Nel settembre 2025, con la Dichiarazione di Herning, i responsabili delle politiche formative dei Paesi partecipanti avevano rinnovato gli impegni per il periodo 2026-2030, concentrandosi sull&#8217;attrattivit\u00e0 dei percorsi, sull&#8217;inclusione e sul collegamento con il lavoro.<\/p>\n<p>La strategia presentata il 5 novembre sviluppa questo quadro e lo collega alla Union of Skills, l&#8217;iniziativa europea dedicata al rafforzamento delle competenze.<\/p>\n<p>Sul piano istituzionale, tuttavia, occorre distinguere il coordinamento comunitario dalle competenze nazionali.<\/p>\n<p>L&#8217;organizzazione dei sistemi educativi e professionali resta prevalentemente nelle responsabilit\u00e0 degli Stati membri. L&#8217;Unione pu\u00f2 sostenere la cooperazione, promuovere obiettivi condivisi e finanziare iniziative attraverso gli strumenti disponibili, ma una comunicazione strategica della Commissione non modifica automaticamente i programmi di studio nazionali.<\/p>\n<p>Il documento adottato, identificato come <strong>COM(2026)805<\/strong>, definisce una strategia per il periodo 2026-2030. Non costituisce di per s\u00e9 un regolamento che imponga immediatamente nuovi ordinamenti formativi in tutti i Paesi.<\/p>\n<p>Questa distinzione \u00e8 essenziale per valutare gli effetti della strategia sulla formazione professionale in Europa: gli indirizzi comuni devono tradursi in iniziative operative, accordi con gli enti interessati e interventi coerenti con i rispettivi sistemi nazionali.<\/p>\n<h2>Quali conseguenze per il sistema formativo italiano<\/h2>\n<p>In Italia il collegamento tra formazione tecnica e attivit\u00e0 produttive coinvolge istituti professionali, percorsi di istruzione e formazione professionale regionali, apprendistato e formazione terziaria professionalizzante, compresa quella degli ITS Academy.<\/p>\n<p>La strategia comunitaria pu\u00f2 offrire ulteriori opportunit\u00e0 di collaborazione internazionale e aggiornamento, ma non determina automaticamente modifiche ai corsi italiani n\u00e9 nuovi finanziamenti direttamente accessibili a ogni istituto.<\/p>\n<p>La prospettiva pi\u00f9 concreta riguarda la possibilit\u00e0 di integrare competenze specialistiche nei programmi e rafforzare le collaborazioni con le aziende, soprattutto nei territori caratterizzati da distretti industriali.<\/p>\n<p>Per gli enti formativi, uno degli aspetti da seguire sar\u00e0 l&#8217;evoluzione dei moduli europei previsti dall&#8217;acceleratore settoriale. Occorrer\u00e0 conoscere le condizioni per utilizzarli, la loro eventuale compatibilit\u00e0 con le qualifiche nazionali e le modalit\u00e0 di riconoscimento delle competenze acquisite.<\/p>\n<p>Per le aziende sar\u00e0 invece importante verificare quali opportunit\u00e0 di partecipazione potranno derivare dalle partnership formative e dai futuri strumenti di mobilit\u00e0.<\/p>\n<p>La programmazione europea dovr\u00e0 comunque confrontarsi con differenze territoriali significative: disponibilit\u00e0 di laboratori, dotazioni tecnologiche, presenza di imprese partner e capacit\u00e0 di attrarre docenti con esperienza professionale.<\/p>\n<p>Sono condizioni che possono influire direttamente sull&#8217;accessibilit\u00e0 e sulla qualit\u00e0 dei percorsi, indipendentemente dall&#8217;esistenza di una strategia condivisa a livello comunitario.<\/p>\n<h2>Dal documento strategico all&#8217;attuazione: le prossime scadenze<\/h2>\n<p>La Commissione ha indicato il <strong>20 novembre 2026<\/strong> come primo appuntamento istituzionale per l&#8217;avvio dell&#8217;attuazione del nuovo pacchetto sull&#8217;istruzione e le competenze.<\/p>\n<p>In quella data \u00e8 previsto l&#8217;European Education and Skills Summit, che coinvolger\u00e0 rappresentanti dei Paesi membri, parti sociali, organizzazioni degli insegnanti, reti scolastiche, imprese tecnologiche e rappresentanti degli studenti.<\/p>\n<p>L&#8217;incontro dovrebbe contribuire ad avviare il confronto operativo sulle iniziative presentate il 5 novembre.<\/p>\n<p>Successivamente, un passaggio concreto sar\u00e0 rappresentato dalla sperimentazione dell&#8217;European Sectoral Training Accelerator prevista nel 2027.<\/p>\n<p>La <strong>formazione professionale in Europa<\/strong> dispone quindi di un nuovo indirizzo strategico formalmente adottato dalla Commissione, mentre diverse misure annunciate devono ancora entrare nella fase applicativa.<\/p>\n<p>Per valutarne i risultati saranno necessari elementi pi\u00f9 specifici: numero di enti coinvolti, moduli effettivamente disponibili, accordi sottoscritti con le imprese, partecipazione degli apprendisti e competenze certificate.<\/p>\n<p>Un ulteriore indicatore riguarder\u00e0 la capacit\u00e0 dei percorsi aggiornati di rispondere alle carenze professionali individuate dal Cedefop. L&#8217;eventuale riduzione delle difficolt\u00e0 di reclutamento dovr\u00e0 per\u00f2 essere valutata considerando anche salari, condizioni di lavoro e andamento dell&#8217;occupazione.<\/p>\n<p>La prima verifica concreta della strategia non sar\u00e0 dunque il numero di posti di lavoro annunciati, che il documento non garantisce, ma <strong>la trasformazione delle iniziative europee in opportunit\u00e0 formative realmente utilizzabili da studenti, lavoratori, istituti e imprese<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Commissione europea ha presentato il 5 novembre 2026 una nuova strategia per la formazione professionale, con l&#8217;obiettivo di avvicinare i percorsi educativi alle competenze richieste dalle imprese. Il piano riguarda in particolare cinque comparti considerati strategici per l&#8217;economia europea: energia, manifattura, sanit\u00e0, difesa e costruzioni. Settori molto diversi, accomunati dalla crescente difficolt\u00e0 di reperire &hellip; <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/formazione-professionale-in-europa-la-nuova-strategia-ue-collega-competenze-e-industria\/\" class=\"more-link\">Continue reading<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Formazione professionale in Europa, la nuova strategia UE punta sulle competenze richieste dall&#8217;industria&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3092,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_mi_skip_tracking":false},"categories":[67],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3091"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3091"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3091\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3093,"href":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3091\/revisions\/3093"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3092"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3091"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3091"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3091"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}