{"id":406,"date":"2019-10-02T12:22:20","date_gmt":"2019-10-02T10:22:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/?p=406"},"modified":"2019-10-02T14:13:04","modified_gmt":"2019-10-02T12:13:04","slug":"maker-faire-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/maker-faire-2019\/","title":{"rendered":"Fiera europea dell&#8217;innovazione Maker Faire 2019, l&#8217;economia circolare torna protagonista a Roma"},"content":{"rendered":"\n<p>Il&nbsp;<strong>provvedimento governativo 4.0<\/strong>&nbsp;ha dedicato agli accordi per l&#8217;innovazione tecnologica la parte pi\u00f9 importante dal punto di vista operativo. Nel testo che \u00e8 stato diffuso dal Mise, il&nbsp;<strong>Ministero per lo Sviluppo Economico<\/strong>, si legge che le agevolazioni previste possono essere richieste e ottenute da imprese di qualunque dimensione che esercitino attivit\u00e0 artigiane, agro-industriali, industriali o di servizi all&#8217;industria, a condizione che abbiano non meno di due bilanci approvati. Alle imprese \u00e8 concessa la possibilit\u00e0 di&nbsp;<strong>presentare progetti congiunti<\/strong>, sia con altre imprese che con organismi di ricerca: tali progetti devono avere lo scopo di favorire il miglioramento di servizi, di processi o di prodotti che gi\u00e0 esistono o la creazione di servizi, di processi o di prodotti nuovi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>I progetti di ricerca e sviluppo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per quanto concerne la componente economica, i costi e le spese dei&nbsp;<strong>progetti di ricerca e sviluppo<\/strong>&nbsp;devono essere compresi tra i 5 e i 40 milioni di euro. Gli ambiti sono quelli indicati dal Programma quadro della Ue per la ricerca e per l&#8217;innovazione in vigore fino al prossimo anno: le&nbsp;<strong>nanotecnologie<\/strong>, le tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione, le biotecnologie, la trasformazione avanzata e la fabbricazione avanzata. Occorre, poi, che i progetti non durino pi\u00f9 di 36 mesi e che vengano avviati solo dopo che sono stati presentati al Mise.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Maker Faire 2019, la <\/strong> <strong>7a edizione<\/strong> della <strong>fiera europea dell&#8217;innovazione<\/strong> dal<strong> 18 al 20 ottobre a Roma<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il prossimo mese la citt\u00e0 di Roma avr\u00e0 l&#8217;onore di ospitare la&nbsp;<strong>Maker Faire 2019<\/strong>, vale a dire la fiera dedicata all&#8217;innovazione pi\u00f9 importante di tutto il continente europeo: quella sar\u00e0 l&#8217;occasione per mettere alla prova e per consolidare le applicazioni concrete dell&#8217;economia 4.0. Una volta ricevuti i progetti, il Mise inizier\u00e0 la fase di dialogo con le regioni e con le province autonome di Trento e Bolzano, oltre a esaminare la validit\u00e0 delle iniziative proposte dal punto di vista strategico, tenendo conto del&nbsp;<strong>livello di innovativit\u00e0 garantito<\/strong>&nbsp;dai risultati promessi e del valore dei progetti stessi in relazione agli sviluppi tecnologici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Un polo attrattivo per nuove idee<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 il settimo anno di seguito che la citt\u00e0 di Roma ospita&nbsp;<strong>un polo attrattivo<\/strong>&nbsp;di modelli economici, contenuti e idee nuove quale merita di essere considerata la Maker Faire: in tutto saranno esposti pi\u00f9 di 600 progetti in arrivo da tutto il pianeta, e tra le questioni che verranno affrontate ci sar\u00e0 grande spazio per la bioeconomy. Non solo: nel contesto dell&#8217;<strong>economia circolare<\/strong>, si far\u00e0 riferimento al greentech e al greenbuilding. In pratica, numerose imprese saranno chiamate a far vedere in che modo sia possibile coniugare il business in ambito manifatturiero con un approccio sostenibile. Decine di aziende esporranno&nbsp;<strong>tecnologie, progetti e prodotti<\/strong>&nbsp;che rappresentano la testimonianza pi\u00f9 evidente di come sia arrivato il momento di adottare l&#8217;economia circolare con convizione: il che vorrebbe dire diminuire le emissioni inquinanti che alterano il clima, sostituendo i pi\u00f9 comuni materiali nocivi con alternative compostabili.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Il programma della Maker Faire 2019<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Presentata da Daniele Leodori, vice presidente della Regione Lazio, e da Alessandra Todde, sottosegretario dello Sviluppo Economico, Maker Faire accoglier\u00e0<strong>&nbsp;scolaresche in arrivo da ogni angolo d&#8217;Italia<\/strong>: si prevedono pi\u00f9 o meno 30mila studenti, che avranno la possibilit\u00e0 di visitare i sette padiglioni tematici allestiti su una superficie espositiva che supera i 100mila metri quadri. Gli organizzatori hanno sottolineato che la fiera vuole testimoniare il ruolo della<strong>&nbsp;forza delle idee<\/strong>, del lavoro e della creativit\u00e0 per dare vita a modelli produttivi inediti che siano basati su progetti interessanti e iniziative singole. A curare Maker Faire \u00e8 il cofondatore di Arduino Massimo Banzi, che la rivista The Economist ha annoverato tra i fautori della nuova rivoluzione industriale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Un&#8217;edizione carbon neutral all&#8217;insegna dell&#8217;economia circolare<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;edizione 2019 della fiera si annuncia come&nbsp;<strong>carbon neutral<\/strong>&nbsp;e basata su energia elettrica rinnovabile al 100 per cento. La manifestazione dedicata all&#8217;<strong>innovazione tecnologica<\/strong>&nbsp;si concentrer\u00e0 sull&#8217;<strong>Internet delle cose e sull&#8217;intelligenza artificiale<\/strong>, ma anche sulle tecnologie per l&#8217;educazione e la formazione, senza dimenticare la robotica e la tecnologia nell&#8217;arte contemporanea. Una nuova occasione, insomma, per fare s\u00ec che l&#8217;innovazione dal basso si possa incontrare e abbracciare con l&#8217;innovazione dall&#8217;alto, per un momento di networking in cui l&#8217;interazione sia alla base di ogni dinamica. Tra business e formazione, insomma, a Maker Faire la tecnologia \u00e8 alla portata di chiunque, anche con un<strong>&nbsp;approccio plastic free<\/strong>&nbsp;che rappresenta l&#8217;avvio di un percorso virtuoso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Robot-collaborativi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-409\" srcset=\"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Robot-collaborativi.jpg 1000w, https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Robot-collaborativi-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Robot-collaborativi-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 959px) 688px, 768px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2><strong>I robot collaborativi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, mentre Roma sar\u00e0&nbsp;<strong>fulcro dell&#8217;industria 4.0<\/strong>, nel resto del mondo si registra il primato dei robot collaborativi. Solo lo scorso anno, stando ai dati riportati nell&#8217;ultimo World Robotics Report fornito dall&#8217;International Federation of Robotics, sono stati 14mila i<strong>&nbsp;nuovi bracci cobot<\/strong>&nbsp;che sono stati installati: tra il 2017 e il 2018 si \u00e8 rilevato un aumento di oltre il 20 per cento in questo senso. Ma la crescita non \u00e8 destinata ad arrestarsi, anzi: le previsioni segnalano che il numero di robot collaborativi raddoppier\u00e0 nel giro di tre anni.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il&nbsp;provvedimento governativo 4.0&nbsp;ha dedicato agli accordi per l&#8217;innovazione tecnologica la parte pi\u00f9 importante dal punto di vista operativo. 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