{"id":413,"date":"2019-09-10T12:00:29","date_gmt":"2019-09-10T10:00:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/?p=413"},"modified":"2019-10-02T12:40:54","modified_gmt":"2019-10-02T10:40:54","slug":"come-creare-un-brand","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/come-creare-un-brand\/","title":{"rendered":"Come creare un brand dal sapore autentico nell&#8217;epoca del deepfake"},"content":{"rendered":"\n<p>C&#8217;\u00e8 voluta<em>&nbsp;Striscia La Notizia<\/em>&nbsp;per far sapere anche al grande pubblico che ormai siamo entrati a tutti gli effetti nell&#8217;epoca del <strong>deepfake<\/strong>, ma in realt\u00e0 il fenomeno era gi\u00e0 diffuso da tempo, almeno al di fuori dei confini nazionali. Viene spontaneo domandarsi, allora, come sia possibile dare vita a<strong>&nbsp;un marchio realmente autentico<\/strong>&nbsp;in un contesto di questo tipo. I brand non possono far altro che studiare, sviluppare e seguire una specifica strategia dell&#8217;autenticit\u00e0. In termini pratici, che cosa bisogna fare?<\/p>\n\n\n\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/E0CfdHG1sIs\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen=\"\"><\/iframe>\n\n\n\n<h2><strong>L&#8217;umanit\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Un brand \u00e8 tanto pi\u00f9 autentico quanto pi\u00f9 risulta o&nbsp;<strong>si mostra umano<\/strong>. In questo senso, sarebbe preferibile evitare il ricorso ai bot, cio\u00e8 i robot digitali, che pure ormai rappresentano il punto di contatto pi\u00f9 importante tra i consumatori e i marchi. Essi, in effetti, generano sulla Rete una quantit\u00e0 di traffico superiore a quella generata dagli esseri umani. Non \u00e8 raro che i&nbsp;<strong>bot<\/strong>&nbsp;oggi ricoprano il ruolo di vetrina: sono la faccia dei marchi, e non pi\u00f9 semplici strumenti digitali con cui aumentare la comodit\u00e0 e l&#8217;efficienza dei contatti con i consumatori. Appare evidente, per\u00f2, che dal punto di vista dell&#8217;autenticit\u00e0 questi bot sono&nbsp;<strong>una vera e propria minaccia<\/strong>. In tempi recenti Alexa di Amazon ha perfino cominciato a ridere in assenza di motivi reali, e ci\u00f2 ha disorientato gli utenti. Ma che cosa potrebbe accadere un domani se Alexa iniziasse a diffondere le password degli utenti o altre informazioni sensibili?<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>La differenza tra le persone e le interfacce digitali<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Ovviamente, \u00e8 pi\u00f9 probabile che a commettere un errore sia un essere umano e non, invece, un bot. Tuttavia, \u00e8 come se&nbsp;<strong>l&#8217;impatto di uno sbaglio<\/strong>&nbsp;compiuto da un&#8217;interfaccia digitale avesse un impatto molto pi\u00f9 forte, forse perch\u00e9 di solito alla tecnologia viene attribuito un carattere di infallibilit\u00e0. Per non correre rischi di questo tipo, o comunque per lenirne il pi\u00f9 possibile le conseguenze, i marchi sono tenuti a mettere a punto&nbsp;<strong>processi di recupero<\/strong>&nbsp;estremamente robusti e impegnativi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>L&#8217;approccio giusto da parte dei brand<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nel momento in cui si verifica un episodio che pu\u00f2 generare un&nbsp;<strong>impatto negativo<\/strong>&nbsp;nei confronti di un marchio, i consumatori di solito vengono a saperlo da altre fonti informative, ma non vengono contattati in maniera diretta dal marchio in questione. Un atteggiamento di questo tipo non pu\u00f2 che essere considerato sbagliato e poco produttivo, in quanto pu\u00f2 essere fonte di rabbia, di frustrazione e di confusione. I<strong>&nbsp;brand autentici<\/strong>&nbsp;non devono temere di usare la propria faccia digitale per essere chiari e comunicare con il target di riferimento.<\/p>\n\n\n\n<h2>M<strong>ostrarsi umano e autentico<\/strong> <\/h2>\n\n\n\n<p>Nella maggior parte dei casi i marchi provano a essere buoni e gentili, accoglienti e sorridenti: \u00e8 per questo motivo che accolgono<strong>\u00a0iniziative solidali<\/strong>, che promuovono raccolte fondi per i pi\u00f9 sfortunati, che prendono parte a una sorta di attivismo finalizzato a migliorare la loro reputazione. A ben vedere, per\u00f2, gli effetti sui comportamenti di acquisto da parte dei consumatori sono inesistenti. Per<strong>\u00a0mostrarsi umano e autentico<\/strong>, un marchio dovrebbe anche identificare un nemico, cio\u00e8 un antagonista, in assenza del quale non ci pu\u00f2 essere tensione emozionale. Anche i sentimenti negativi, insomma, vanno bene, poich\u00e9 sono portatori di sincerit\u00e0. Non \u00e8 sbagliato affermare che quando un marchio vuole essere rappresentativo di qualcosa non pu\u00f2 fare a meno di andare contro qualcos&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/attivismo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-418\" srcset=\"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/attivismo.jpg 1000w, https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/attivismo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/attivismo-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 959px) 688px, 768px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2><strong>L&#8217;attivismo pro\/contro qualcosa<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Un esempio in tal senso \u00e8 quello che viene da&nbsp;<strong>Patagonia<\/strong>, brand che nel dicembre del 2017 ha reso noto di avere intenzione di fare causa a Donald Trump dopo che il presidente americano aveva ridotto in modo significativo le dimensioni di diversi territori protetti nello Stato dello Utah. Quello che \u00e8 stato messo in pratica da Patagonia \u00e8 stato un vero e proprio&nbsp;<strong>contro-attivismo<\/strong>, grazie al quale nel corso dei mesi successivi il brand ha rappresentato per milioni di consumatori, non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa, la prima scelta per l&#8217;acquisto di capi di abbigliamento per l&#8217;outdoor. Anche Steve Jobs, comunque, si \u00e8 servito del<strong>&nbsp;conflitto con un antagonista<\/strong>&nbsp;per promuovere il marchio di Apple: combattere contro qualcosa unisce e fidelizza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>La nuova era<\/strong> dell&#8217; <strong>alfabetizzazione mediatica<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Quella che sta per cominciare &#8211; o che forse \u00e8 gi\u00e0 iniziata &#8211; \u00e8 una nuova epoca di&nbsp;<strong>alfabetizzazione mediatica<\/strong>&nbsp;in cui ormai i consumatori si dimostrano sempre pi\u00f9 scettici verso quello in cui dovrebbero credere, almeno secondo i&nbsp;<strong>desideri dei brand<\/strong>. Si tratta, inoltre, di consumatori che hanno imparato a fare a meno delle forme di comunicazione tradizionali che i marchi adottano. Ecco, quindi, che una vera strategia dell&#8217;autenticit\u00e0 merita di essere progettata con cura e attenzione, allo scopo di acquisire sempre pi\u00f9 clienti e di sconfiggere la concorrenza.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 voluta&nbsp;Striscia La Notizia&nbsp;per far sapere anche al grande pubblico che ormai siamo entrati a tutti gli effetti nell&#8217;epoca del deepfake, ma in realt\u00e0 il fenomeno era gi\u00e0 diffuso da tempo, almeno al di fuori dei confini nazionali. 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