{"id":674,"date":"2019-11-18T07:04:29","date_gmt":"2019-11-18T06:04:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/?p=674"},"modified":"2019-11-25T11:45:02","modified_gmt":"2019-11-25T10:45:02","slug":"competenze-in-curriculum-vitae","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chi-siamo.com\/magazine\/competenze-in-curriculum-vitae\/","title":{"rendered":"Quali competenze \u00e8 bene specificare in un curriculum vitae?"},"content":{"rendered":"\n<p>Una delle sezioni pi\u00f9 importanti all\u2019interno di un curriculum vitae \u00e8 senza dubbio quella relativa alle <strong>competenze<\/strong>: si tratta di un\u2019area abbastanza critica, se non altro perch\u00e9 il tema in questione \u00e8 potenzialmente molto ampio. Ovviamente non ci si pu\u00f2 dilungare troppo, in quanto coloro che sono addetti ad <strong>analizzare i cv<\/strong> lo fanno in pochi minuti, se non addirittura nel giro di poche decine di secondi: occorre, dunque, essere sintetici e avere la bravura di conquistare l\u2019attenzione di chi legge.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Come si segnalano le competenze in un curriculum<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In primo luogo \u00e8 bene tener presente che <strong>l\u2019area delle competenze<\/strong> deve essere adattata alla posizione per la quale ci si candida. Le stesse competenze, per altro, vanno inserite anche nella lettera di presentazione: il consiglio \u00e8 quello di puntare sulle abilit\u00e0 che si ritiene possano suscitare la curiosit\u00e0 dei responsabili delle risorse umane. Meglio concentrarsi sulle hard skills che non sulle soft skills: queste ultime, infatti, potranno essere messe in mostra dopo che si sar\u00e0 stati assunti. Le <strong>competenze hard<\/strong>, infatti, hanno il vantaggio di poter essere misurate, dal momento che sono quantificabili: si pensi, per esempio, alle competenze informatiche, a quelle linguistiche o a quelle di carattere tecnico scientifico. Chi si domanda <a href=\"https:\/\/www.onlinecv.it\/competenze-digitali-nel-cv\/\">come scrivere le competenze digitali nel cv<\/a>, dunque, deve tener presente che si tratta di parametri valutabili in modo esatto, tramite \u2013 per esempio \u2013 un riconoscimento o una certificazione.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>La questione delle soft skills<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Decisamente pi\u00f9 indefinito \u00e8 il campo delle soft skills, che comprendono tra l\u2019altro le competenze di natura relazionale. In ogni caso, le hard skills vanno sempre citate nel curriculum prima di quelle soft: solo le prime, infatti, sono sicure, e proprio per questo motivo meritano di essere enfatizzate e messe in evidenza. Pi\u00f9 arduo \u00e8 identificare le competenze soft, che non di rado cambiano in base alle impressioni personali: inoltre non possono essere testimoniate in modo obiettivo da certificazioni o strumenti simili.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Il valore della sintesi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Quali che siano le competenze di cui si \u00e8 in possesso e che si \u00e8 interessati a comunicare, \u00e8 molto importante ricorrere al dono della sintesi. I <strong>responsabili delle human resources<\/strong> di certo non sono interessati ad avere a che fare con papiri chiss\u00e0 quanto lunghi, a maggior ragione nel caso in cui dicano poco o nulla. Bisogna essere bravi nel risultare sintetici, quindi, ma anche efficaci. Un valido accorgimento potrebbe essere quello di segnalare le proprie competenze sotto forma di elenco, per rendere la lettura pi\u00f9 agevole e pi\u00f9 rapida. Ecco, quindi, che si pu\u00f2 scrivere <strong>una lista delle proprie abilit\u00e0<\/strong> suddividendole per categorie: prima quelle informatiche, poi quelle linguistiche, poi quelle gestionali, poi quelle relazionali, e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>No alle formule standard<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per attirare l\u2019attenzione degli esaminatori e lasciare un segno tangibile \u00e8 assolutamente vietato servirsi delle <strong>formule standard<\/strong>, che devono essere per quanto possibile messe al bando. La mossa migliore, a questo scopo, \u00e8 quella di conoscere e di studiare non solo l\u2019azienda con cui ci si sta mettendo in contatto, ma anche la posizione per la quale ci si sta candidando, in modo da riuscire a capire bene di che cosa si tratta e quali <strong>capacit\u00e0 personali<\/strong> mettere in risalto nel cv. Nel caso in cui si stia rispondendo a un annuncio \u00e8 essenziale leggerlo con cura, cos\u00ec da riuscire a intuire a quali informazioni potrebbero essere interessati coloro che riceveranno il curriculum e lo leggeranno. La sincerit\u00e0 \u00e8 una dote da cui non si pu\u00f2 prescindere: non ha senso millantare di essere in possesso di capacit\u00e0 di cui non si dispone realmente, cos\u00ec come non serve amplificare le proprie qualit\u00e0 in modo eccessivo. Meglio essere realisti cercando di focalizzare l\u2019attenzione sulle <strong>competenze in grado di rispondere alle attese<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Le competenze digitali<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nel mercato del lavoro di oggi \u00e8 fondamentale sviluppare e aumentare le proprie competenze digitali. In questa categoria rientrano tutte le skills e le competenze trasversali che hanno a che fare con l\u2019utilizzo delle <strong>innovazioni digitali<\/strong>, ma anche con il ricorso alle nuove tecnologie che si adoperano nella vita di tutti i giorni e nel lavoro. Sia le aziende pubbliche che quelle private, secondo un rapporto che Unioncamere ha stilato con la collaborazione del Ministero del Lavoro, sono in cerca di persone innovative. Da questo punto di vista, i migranti digitali partono un po\u2019 in svantaggio rispetto ai <strong>nativi digitali<\/strong>. Questi ultimi sono coloro che sono nati negli anni dell\u2019avvento di Internet e che quindi hanno acquisito una certa dimestichezza con la Rete fin da quanto erano piccoli; viceversa, i migranti digitali sono quelli che, rientrando nella fascia di et\u00e0 compresa tra i 30 e i 50 anni, hanno dovuto imparare a usare la Rete e ad adeguarsi partendo da zero.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Dove specificare le competenze digitali all\u2019interno di un curriculum<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Le competenze digitali vanno annoverate tra le soft skills, e quindi vanno inserite, in un cv, nella parte che riguarda le <strong>competenze trasversali di carattere tecnico<\/strong>. Nel caso in cui si adotti il modello europeo per la stesura del curriculum si pu\u00f2 fare riferimento alla sezione prevista per le competenze tecniche, all\u2019interno della quale vanno specificati gli strumenti conosciuti e le piattaforme che si \u00e8 in grado di utilizzare. Come si pu\u00f2 intuire, \u00e8 indispensabile compilare tale sezione specialmente nell\u2019eventualit\u00e0 in cui si abbia intenzione di <strong>lavorare nel settore delle nuove tecnologie<\/strong> o nel campo del web marketing.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Come valutare le proprie competenze digitali<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per provvedere a <strong>un\u2019autovalutazione delle proprie competenze digitali<\/strong> si pu\u00f2 fare riferimento al quadro europeo delle competenze digitali, il cosiddetto DigComp, che l\u2019Unione Europea ha messo a punto al fine di migliorare e al tempo stesso monitorare le capacit\u00e0 in ambito digitale dei cittadini. Il modello permette, tra l\u2019altro, di individuare i punti di forza su cui puntare e le eventuali lacune a cui \u00e8 bene porre rimedio. Nulla vieta, nell\u2019attesa di trovare un lavoro, di frequentare un corso che permetta di migliorare e di estendere le proprie <strong>soft skills<\/strong>, tra le quali \u2013 appunto \u2013 quelle digitali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle sezioni pi\u00f9 importanti all\u2019interno di un curriculum vitae \u00e8 senza dubbio quella relativa alle competenze: si tratta di un\u2019area abbastanza critica, se non altro perch\u00e9 il tema in questione \u00e8 potenzialmente molto ampio. 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