Fiera europea dell’innovazione Maker Faire 2019, l’economia circolare torna protagonista a Roma

Maker Faire

Il provvedimento governativo 4.0 ha dedicato agli accordi per l’innovazione tecnologica la parte più importante dal punto di vista operativo. Nel testo che è stato diffuso dal Mise, il Ministero per lo Sviluppo Economico, si legge che le agevolazioni previste possono essere richieste e ottenute da imprese di qualunque dimensione che esercitino attività artigiane, agro-industriali, industriali o di servizi all’industria, a condizione che abbiano non meno di due bilanci approvati. Alle imprese è concessa la possibilità di presentare progetti congiunti, sia con altre imprese che con organismi di ricerca: tali progetti devono avere lo scopo di favorire il miglioramento di servizi, di processi o di prodotti che già esistono o la creazione di servizi, di processi o di prodotti nuovi. 

I progetti di ricerca e sviluppo

Per quanto concerne la componente economica, i costi e le spese dei progetti di ricerca e sviluppo devono essere compresi tra i 5 e i 40 milioni di euro. Gli ambiti sono quelli indicati dal Programma quadro della Ue per la ricerca e per l’innovazione in vigore fino al prossimo anno: le nanotecnologie, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, le biotecnologie, la trasformazione avanzata e la fabbricazione avanzata. Occorre, poi, che i progetti non durino più di 36 mesi e che vengano avviati solo dopo che sono stati presentati al Mise.

Maker Faire 2019, la 7a edizione della fiera europea dell’innovazione dal 18 al 20 ottobre a Roma

Il prossimo mese la città di Roma avrà l’onore di ospitare la Maker Faire 2019, vale a dire la fiera dedicata all’innovazione più importante di tutto il continente europeo: quella sarà l’occasione per mettere alla prova e per consolidare le applicazioni concrete dell’economia 4.0. Una volta ricevuti i progetti, il Mise inizierà la fase di dialogo con le regioni e con le province autonome di Trento e Bolzano, oltre a esaminare la validità delle iniziative proposte dal punto di vista strategico, tenendo conto del livello di innovatività garantito dai risultati promessi e del valore dei progetti stessi in relazione agli sviluppi tecnologici. 

Un polo attrattivo per nuove idee

Questo è il settimo anno di seguito che la città di Roma ospita un polo attrattivo di modelli economici, contenuti e idee nuove quale merita di essere considerata la Maker Faire: in tutto saranno esposti più di 600 progetti in arrivo da tutto il pianeta, e tra le questioni che verranno affrontate ci sarà grande spazio per la bioeconomy. Non solo: nel contesto dell’economia circolare, si farà riferimento al greentech e al greenbuilding. In pratica, numerose imprese saranno chiamate a far vedere in che modo sia possibile coniugare il business in ambito manifatturiero con un approccio sostenibile. Decine di aziende esporranno tecnologie, progetti e prodotti che rappresentano la testimonianza più evidente di come sia arrivato il momento di adottare l’economia circolare con convizione: il che vorrebbe dire diminuire le emissioni inquinanti che alterano il clima, sostituendo i più comuni materiali nocivi con alternative compostabili. 

Il programma della Maker Faire 2019

Presentata da Daniele Leodori, vice presidente della Regione Lazio, e da Alessandra Todde, sottosegretario dello Sviluppo Economico, Maker Faire accoglierà scolaresche in arrivo da ogni angolo d’Italia: si prevedono più o meno 30mila studenti, che avranno la possibilità di visitare i sette padiglioni tematici allestiti su una superficie espositiva che supera i 100mila metri quadri. Gli organizzatori hanno sottolineato che la fiera vuole testimoniare il ruolo della forza delle idee, del lavoro e della creatività per dare vita a modelli produttivi inediti che siano basati su progetti interessanti e iniziative singole. A curare Maker Faire è il cofondatore di Arduino Massimo Banzi, che la rivista The Economist ha annoverato tra i fautori della nuova rivoluzione industriale. 

Un’edizione carbon neutral all’insegna dell’economia circolare

L’edizione 2019 della fiera si annuncia come carbon neutral e basata su energia elettrica rinnovabile al 100 per cento. La manifestazione dedicata all’innovazione tecnologica si concentrerà sull’Internet delle cose e sull’intelligenza artificiale, ma anche sulle tecnologie per l’educazione e la formazione, senza dimenticare la robotica e la tecnologia nell’arte contemporanea. Una nuova occasione, insomma, per fare sì che l’innovazione dal basso si possa incontrare e abbracciare con l’innovazione dall’alto, per un momento di networking in cui l’interazione sia alla base di ogni dinamica. Tra business e formazione, insomma, a Maker Faire la tecnologia è alla portata di chiunque, anche con un approccio plastic free che rappresenta l’avvio di un percorso virtuoso. 

I robot collaborativi

Nel frattempo, mentre Roma sarà fulcro dell’industria 4.0, nel resto del mondo si registra il primato dei robot collaborativi. Solo lo scorso anno, stando ai dati riportati nell’ultimo World Robotics Report fornito dall’International Federation of Robotics, sono stati 14mila i nuovi bracci cobot che sono stati installati: tra il 2017 e il 2018 si è rilevato un aumento di oltre il 20 per cento in questo senso. Ma la crescita non è destinata ad arrestarsi, anzi: le previsioni segnalano che il numero di robot collaborativi raddoppierà nel giro di tre anni. 

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